LAVORARE A LONDRA: INTERVISTA A DOMENICO

Migliaia di italiani, nel corso degli anni, si sono trasferiti a Londra per lavoro. Vuoi per le tantissime opportunità che la capitale inglese offre, vuoi perché molti hanno deciso di cambiare vita o buttarsi in una nuova sfida, fatto sta che è sempre stata una delle mete più ricercate in termini di lavoro. In questo momento storico, dopo le vicende della Brexit e il Covid-19, regna molta incertezza, ma nonostante ciò vogliamo dar voce ad un ragazzo che, come tanti, ha deciso di partire e provare un’esperienza . Domenico ha 23 anni e attualmente sta studiando management dopo aver già conseguito una laurea triennale in Scienze del Turismo. Prima di partire ha lavorato per sette mesi nel settore immobiliare, per poi decidere di vivere un’ esperienza di tre mesi fuori dall’Italia. Lasciamoci raccontare come sia lavorare a Londra e se qualcuno sta pensando di farlo, qui ci potrebbero essere le informazioni che stava cercando.

Com’è nata l’idea di andare a Londra?

E’ nata principalmente perché da sempre ho questa voglia di andare all’estero. In realtà prima di Londra sono partito per Madrid, dove sono stato per una settimana. Ho provato a vedere se li ci potessero essere delle opportunità ma mi sono accorto dopo poco che non ero nel posto giusto per trovarle.

Così ho riflettuto un attimo e ho pensato di andare a lavorare a Londra, dove si sa che le occasioni sono tante. Infatti in appena un giorno sono riuscito a trovare un lavoro. Ovviamente all’inizio bisogna sapersi adattare e non si può trovare qualcosa di estremamente qualificato, però è ha già un punto da dove partire.

La cosa buona è che il primo lavoro l’ho trovato direttamente dall’Italia, ho risposto a qualche annuncio su portali come Indeed e dopo qualche giorno mi hanno fissato un colloquio.

lavorare a Londra. Hyde Park
Hyde Park, il parco più rinomato di Londra

Che tipo di lavoro hai trovato?

Questo annuncio riguardava un bar nel quartiere di Hoxton, pieno centro della movida londinese. Ho lavorato li solo per quattro giorni perché i ritmi per me erano troppo alti, soprattutto perchè non avevo mai lavorato in un pub prima d’ora. Oltretutto organizzato su tre piani e con un orario che andava dalle 18 fino alle 4 di mattina. Quando finivo il turno, ci impiegavo quasi un’ora per tornare in ostello, a Earls Court. Non ero molto motivato e quindi ho cambiato.

Sono riuscito a trovare lavoro in un ostello, alla reception. Avevo turni differenti e capitava di fare anche la notte. Avevo a che fare con gente particolare ma grazie a questo impiego ho potuto stringere diversi contatti.

Per quanto riguarda l’alloggio, hai optato per l’ostello. Per quale motivo?

Si, ho optato per l’ostello perché gli affitti a Londra sono molto costosi. Io vivevo insieme ad altri cinque ragazzi con cui potevo dividere le spese. La cosa positiva era la posizione. Mi trovavo in zona 1, come detto nel quartiere di Earls Court e molto vicino a Kensington, una zona tranquilla e tra le migliori della città.

Se ti allontani dal centro, paghi sicuramente meno. Ti verranno a costare di più gli abbonamenti ai trasporti perché devono coprire una tratta più lunga.

Qualche casa l’ho vista e il mio consiglio è quello di ispezionarle prima di dare conferma, perché alcune sono quasi invivibili. Ho visto stanze dove ci stava a malapena il letto. In più, le pagavi anche tanto 130 pound a settimana, per intenderci.

Il mercato immobiliare è davvero pazzo e bisogna stare attenti a trovare un giusto compromesso tra zona, prezzo e coinquilini.

lavorare a Londra. Buckingham Palace
Buckingham Palace

Com’è la vita a Londra?

Beh sicuramente il costo della vita è abbastanza alto, ma questo credo si sappia. Essendo una metropoli, bisogna stare attenti anche alle zone perché, soprattutto di sera, ci sono alcuni quartieri che è meglio evitare. Mi ha colpito un po’ la facilità con cui si consuma droga ed è forse questo il lato oscuro di Londra.

A me personalmente piace tanto la metropoli e ci vivrei tranquillamente. Anche in Italia ad esempio vivrei a Milano, per un periodo.

Quando ero li, mi chiedevo se potesse essere il posto per far crescere un figlio. La mia risposta è stata no. Ho visitato posti fuori Londra dove c’è più tranquillità e magari li, ci potrei pensare.

A proposito di questo: quali zone hai visto oltre a Londra?

Sono stato a Dover, zona a sud-est di Londra dove si trovano le spettacolari scogliere bianche sullo Stretto della Manica. Una zona molto tranquilla, dove è possibile vedere di fronte la Francia.

Poi ho visitato anche Brighton, sempre a sud di Londra e per altro non molto lontano da Dover. E’ una delle zone marittime più rinomate in Inghilterra ma già a settembre, non ho potuto fare il bagno perché l’acqua era fredda. Qui comunque ho potuto constatare i ritmi più tranquilli rispetto ad una metropoli.

Oltre a queste zone fuori dal centro, in città è stato bello poter visitare diversi quartieri anche non turistici come ad esempio Brixton, dal carattere multietnico e con grande prevalenza di giamaicani. Inoltre mi ha colpito Elephant and Castle, una zona operaia che si sta sviluppando tantissimo con nuovi edifici, dove viene ospitato un mercato composto soprattutto da colombiani ma anche da tante altre etnie.

lavorare a Londra. St. Paul's Cathedral
La facciata di St. Paul’s Cathedral

A Londra sei stato tre mesi, lo avevi già stabilito o no?

In realtà non avevo un piano preciso, non mi ero stabilito un tempo massimo per restare. Avevo una mezza idea di tornare a studiare per avere qualcosa in più in mano. Il fatto è che in Inghilterra, inizialmente non paghi niente per quanto riguarda gli studi, quando poi inizi a lavorare devi restituire una cifra intorno alle 10.000 sterline allo Stato. Parti già con una sorta di debito. Ho capito che non era una cosa che potesse portarmi dei vantaggi.

Hai socializzato con gli inglesi?

Ho socializzato principalmente con i padroni di casa dell’ostello. Erano un po’ sulle loro in realtà, ma ogni tanto capitava di chiacchierare un po’.  La curiosità di questa coppia è che venti anni fa, quando acquistarono l’ostello, lo comprarono ad un prezzo molto basso perché la zona di Earls Court era malfamata e gli immobili costavano veramente poco. Oggi, che è stato riqualificato il quartiere ed è tranquillissimo, vale una piccola fortuna.

lavorare a Londra. Notting Hill
La famosa zona residenziale di Notting Hill

Conclusioni finali

Ringraziamo Domenico per la disponibilità e per averci descritto l’esperienza di lavorare a Londra. Ci è stato raccontato come sia trovare lavoro, i costi che si hanno per viverci e le difficoltà iniziali che si possono incontrare.

Abbiamo visto come può essere lo stile di vita in una metropoli, le opportunità che si possono trovare, i contatti e le relazioni che si possono stringere.

Oggi purtroppo, come già detto all’inizio dell’articolo, non si hanno molte certezze per via della Brexit e come l’economia mondiale reagirà dopo la pandemia del Covid-19.

La speranza è che tra non molto tutto sarà più chiaro e chiunque voglia provare un’esperienza simile a quella di Domenico, possa farlo in totale tranquillità.

Noi per il momento vi salutiamo, al prossimo articolo!

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